Gioviniano di Roma (scomunicato ca. 390, m. ca. 405) e giovinianisti
Gioviniano fu un monaco della fine del IV secolo, oppositore dell'ascetismo monastico, soprattutto femminile, propugnato da San Girolamo, che attaccò il monaco con il suo libro Adversus Jovinianum.
A riguardo, G. affermava che, agli occhi di Dio, non c'erano diversità tra le varie condizioni del Cristianesimo, per esempio una vergine non aveva maggiori meriti di una moglie e il digiuno non era meglio dell'assunzione di cibo nella giusta maniera.
Bastava che ogni azione, per pur peccaminosa che fosse, si chiudesse rendendo grazie a Dio: il fatto di essere battezzati rendeva immuni dal peccato.
Egli fu condannato nel 390 da un concilio a Roma indetto da papa Siricio (384-399) e da un sinodo a Milano voluto dal vescovo Sant'Ambrogio, successore di Aussenzio.
G. morì ca. nel 405.